Il Museo Barracco, storia di una collezione. Giovanni Barracco può considerarsi un tipico rappresentante del latifondismo meridionale?
Tale affermazione può apparire paradossale e provocatoria, oggi come all’epoca sua era una figura complessa: un uomo politico, deputato e senatore del Regno fin dalla nascita dell’Italia unita; poeta e scrittore; archeologo e collezionista di sculture antiche; studioso di sanscrito e di geroglifici egizi come della metrica di Carducci; un esteta raffinato che adorava la perfezione e venerava la forma; un alpinista da alta società, scalatore del Monte Bianco, del Monte Rosa e del Monviso, e co-fondatore, con Quintino Sella, del Club Alpino Italiano; un amico della regina Margherita, della diva Eleonora Duse e del mitico connaisseur d’arte Giovanni Morelli. Non è questa l’immagine del latifondista “tipico”. Sella, compagno della memorabile scalata di Monviso nel 1863, ammise che si sarebbe aspettata da Barracco “la mollezza dei meridionali”(M. Petrusewicz)
Intervengono Marta Petrusewicz, Università della Calabria e Orietta Rossini, archeologa e già direttrice Museo Barracco, Roma